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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/39

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narrazioni 31

affortificò. Verso Siena dette principio ad instaurare il Poggio imperiale, e farlo fortissimo. Verso Genova, con l'acquisto di Pietrasanta e di Serezana, quella via al nimico chiuse.


29. Le donne Troiane e Sabine benemerite della grandezza di Roma.


Dopo l'espugnazione di Troia, molti troiani, che a tanta ruina avanzarono[1], fuggirono chi ad una vita, chi[2] ad un'altra; dei quali una parte, che da molte procelle furon battuti, vennero in Italia nella contrata ove il Tevere entra in mare. Così discesi in terra per cercare de' bisogni loro, cominciarono a scorrere il paese: le donne, ch'erano restate nelle navi, pensarono tra sè un utile consiglio, il quale ponesse fine al pericoloso e lungo errar marittimo[3], e in luogo della perduta patria, una nuova loro nel recuperasse; e consultate insieme[4], essendo absenti gli uomini, abbrucciarono le navi; e la prima che tal opera cominciò, si chiamava Roma. Pur temendo l'iracondia degli uomini i quali ritornavano, andarono contra essi; ed alcune i mariti, alcune i suoi congiunti di sangue, abbracciando e baciando con segno di benevolenza, mitigarono quel primo impeto; poi manifestarono loro quietamente la causa del loro prudente pensiero. Onde i Troiani, sì per la necessità, sì per essere benignamente accettati dai paesani, furono contentissimi[5] di ciò che le donne avevan fatto, e quivi abitarono coi Latini nel luogo dove poi fu Roma; e da questo processe[6] il costume antico appresso i Romani, che le donne incontrando baciavano i parenti.

Nè meno giovarono allo augumento[7] di quella le donne sabine, che si facessero le troiane al principio;

  1. tanta ruinæ superstites
  2. alii alio fugerunt;
  3. periculoso et distino errori linem faceret.
  4. consilio habito, viris absentibus,
  5. mulierum factum probarunt
  6. consueudo inde mutuavit ut... obvios affines oscularentur
  7. ilius incremento promerunt Sabine, quam Troianæ profuerint