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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/46

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38 narrazioni

mini non sia tolto. Perchè non si debba egli potere sotto la mezzana[1] conversion del cielo vivere, dove il calor del giorno col freddo della notte in pari spazio dell'una dimora e dell'altra si temperi, specialmente declinando così tosto il sole a qualsivoglia delle due parti[2], e quando sotto a quelle conversioni, nelle quali il sole a noi più vicino lungamente dimora, pure si vive? Sotto la Tramontana fredde le terre essere, ma non vote e prive d'uomini. Così sotto il cielo Australe trovarsi le cale, e avervi nondimeno degli animali e degli uomini. Quello che gli scrittori Oceano chiamarono, non essere di vana ed ignava grandezza[3], ma pieno d'isole e di luoghi abitati dagli uomini. E così il gomitolo da ogni parte della vitale aura partecipare. Detto ciò alli Re, richiese loro di potere con loro aita nuove isole e nuovi liti gire cercando[4]: e sperava che non mancherebbe alle sue imprese la fortuna; e che il loro impero grandemente crescerebbe, affermò loro.

Dalli Re, di nuova speranza ripieni, lodata alla perfine la openione di Colombo (la quale essi tuttavia sette anni rifiutata avean) con le tre navi partitosi Colombo, e gito alle Isole Fortunate, le quali si chiamano le Canarie, e da quelle trentatrè interi giorni il sole occidente[5] seguitando, sei isole trovò, delle quali due ne sono di non moderata grandezza. Col Re d'una di queste due isole fatta amistà e lega Colombo, quarantadue de' suoi a lui lasciati, i quali e i costumi e la lingua loro apprendessero, e se, che in brive ritornerebbe[6], aspettassero; e diece di quelli dell'isola seco recando, in Ispagna si ritornò. Questa fu di que' viaggi l'origine, e questo della presa a farsi alle incognite regioni del mondo navigazione

  1. cur eos media cœli conversione deci non possit...
  2. presentim cum tam sito sol in alterorum deciem partem...
  3. quem Oceanum scriptores appellaret, eiu nec esse desidia ingenetinis...
  4. petit ub sibi liceat corum opinum novas intuiam, nova lituora quæreri
  5. occidentem item secutus,
  6. qui mores et sermones gentis addiscerunt, sequis tanti reverorum expectarent, decem ex innolaribus...