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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/53

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narrazioni 45

maggiore[1]. Questi conosciuto il Re essersi da lui alienato, per la infamia[2] e male cose dettegli di sè e da Lorenzino e dal signor Lodovico, a raddolcirlo[3] con ogni condizione, e a farlosi benivolo si diede. E così tre terre della città ne' gioghi dell'Appennino poste, le quali per lo addietro state erano de' Genovesi, e Pisa, e il porto di lei, con la roca gagliardissima, di dare allora[4] al Re, e alquanta somma di danari per conto di tributo, mentre egli in Italia fosse, e soldati a cavallo promessogli, in amistà con lui ritornò. Le quali cose intese, la Città sollevatasi[5], lui e Giovanni e Giuliano suoi fratelli cacciò in esilio, posta a ruba la sua casa, e i beni confiscati.

Bembo.


38. Carlo VIII in Roma. Alfonso II abdica al regno di Napoli in favore del figliuolo Ferdinando II. (1495).


Il re Carlo con tutta la sua oste[6] l'ultimo dì di Decembre fu in Roma. E poco di poi tra esso e il Papa, per mezzo[7] del cardinale Ascanio, di pace trattandosi, e per lo cardinale Ascanio, troppo dure e severe condizioni al Papa imponendosi; egli estimando, che quella audacia del Cardinale fosse da essere raffrenata[8], ordinato il consistoro, con dimostrazione[9] di voler sentire sopra ciò i voti de' Cardinali, lui che a consistoro era venuto, ritenne; nè, se non fatta col Re la pace, lo lasciò. Il Re più dì a Roma fermatosi, al Papa, col quale avea lega fatta prima separatamente, poscia in pubblico consistoro fe' riverenza[10], il piè di lui basciando, e a Messa Papale intervenne. Di poi, questo richiedente il Re, creò il Papa

  1. princeps legationis...
  2. maledictis calumniisque...
  3. quavis conditione lepore,
  4. in præsentia regi tradere, et certam quotannis pecuniam nomine tributi, quoad is in Italia esset,
  5. quibus auditis... incitata civitas
  6. cum exceriti Romam tenuit.
  7. Ascanio Card. interprete,
  8. hominis audacia compescendam ratus, concilio coacto...
  9. specie quærendas ab vis sententiæ,
  10. Pontificem salutavit, eius ad pestes advolutus, solemnibusque sui vis, ministrante ilio, interfuit.