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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/55

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narrazioni 47

ma desser luogo alla fortuna e ad altro tempo si riserbassero, con le sue genti uscitone, andò a Capua. I Cassinesi al re Carlo si renderono: al quale nel cammino non dimorante[1], e a Capua vicin fatto, la città di Gaeta ambasciatori mandò, dicendo, che ella a lui si darebbe e ubbidienza gli renderebbe. Gaeta datasi, i Capuani altresì al Re si resero. Ma il re Ferdinando essendo ito a Napoli, non lasciatovi[2] da' Napoletani entrare la sua oste, egli con la sua famiglia e alquanti pochi cavalli vi fu ricevuto. Il quale intesa la volontà della Città, che i Francesi aspettare, per non esser da loro saccheggiata, non voleva, fatte ardere due navi grosse di tre, ch'egli nel porto avea, acciocchè a mano de' nemici non venissero, e donata la terza a M. Obietto del Flisco, pressochè trecento cavalli di buonissima razza[3] a' cittadini e amici suoi donò e distribuì. Il castello di poi Napoletano, il quale Nuovo chiamano, di soldati e di tutte le altre cose atte a sostener gli assedii egregiamente fornito, insieme con Federico suo zio, e con la moglie che era stata del re Ferdinando avolo suo, e con un figliuola del detto Re, nella isola Ischia[4] si ricoverò. Intesa la fuga di Ferdinando, il re Carlo a Napoli ne venne, mandatovi innanzi suoi Capitani, affinechè quella così bella e ricca città dalle sue genti a ruba posta non fosse[5].

Bembo.


40. Ferdinando II d'Aragona rientra in Napoli (1496).


Ferdinando posciachè intese il re Carlo essersi partito di Napoli, avuti a Messina mille fanti (perciocchè egli allora vi era), i quali la Città, in grazia del vicino e amico Re, pagati[6] per tre mesi volle che a lui servire presti fossero, con dodici galee valicò in Calabria[7],

  1. ad quem non intermissis itineribus Capuæ appropinquantem...
  2. eius exercitu intra mœnia non admisso, ipse cum... est receptus.
  3. equos prope trecentos egregiæ ambulis...
  4. Inarinem opp. Enariam insulam
  5. ne a copiis suis diriperetur.
  6. depenso trium mensium stipeo, dio ei præsto esse iussit.
  7. navibus longis oppure triremibus duodecim in Calabrios traiecit,