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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/63

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narrazioni 55

tradigione condusse. Perciocchè non avendo egli argomento[1] d'assalire il regno di Guido Ubaldo Duca d'Urbino, che solo a tutta la Flaminia posedere gli mancava, per lo maraviglioso amore di que' popoli per lui, ed estimando che i Viniziani non permetterebbono che egli nel cacciasse; nè avendo di guerra fargli veruna cagione, essendo il Duca Guido in ogni cosa al padre di lui ubbidientissimo stato, e a lui tutti gli ufficii d'amantissimo e congiuntissimo uomo pienamente adoperati avendo[2]; s'infinse di volere guerra muovere ai Camerinesi, per potere nei fini degli Urbinati, pei quali passare gli bisognava, senza sospezione di Guido Ubaldo, siccome altrove andante[3], con l'oste sua pervenire. E per fargli più a credere[4] sè essere di buono animo ver lui, e ancora per spogliarlo in quel tempo delle sue forze, acciocchè difendere non si potesse, se guernito stato fosse; da Guido Ubaldo per suoi ambasciatori, in virtù della loro amicizia, ricercò[5], che e genti a quella guerra in soccorso di lui, e artiglieri murali gli mandasse. Queste cose impetrate e già mandate, come egli a' suoi fini giunse, subito in essi nimichevolmente entrò: e molta rattezza usando, non avendo veruno allo incontro[6], ad Urbin corse, e di poco mancò, che esso Guido non prendesse. Ma egli per beneficio di poche ore, nei cavalli di contadini salito, e vestito da contadino, per cammino fuor di strada[7] (perciocchè tutte le vie conosciute da' soldati di Cesare prese si tenevano) fuggendo, a Ravenna si ricoverò, e di quindi passò a Mantova.

Bembo.

  1. cum aperto bello aggredi non goderet, oppure cum ei causa nulla...
  2. et in se officiis benevolentissum et coniuctissimi hominis plane functo, simulavit...
  3. tamquam ullo tendens cum exercito accederet.
  4. Ut bono se in illum esse animo idem ei maiorem faceret,
  5. pro amicitiæ iure per legatos postulavit, ut copias cum moralibus...
  6. quod neminem obvium habebat,
  7. itineribus deviis,