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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/66

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58 narrazioni

diffusa. Il perchè ora le ville e i ragunamenti d'uomini dei contadi d'ogni città parte de' suoi hanno, che a questo cosa intendono[1] d'essere armati e apparecchiati di maniera, che senza spazio di tempo, alla guerra subitamente gire e trovarsi, e servire alla Repubblica, e per lei adoperar si possano: e questi tutti Ciernite si chiamarono[2].

Bembo.


52. Lega di Cambrai contro Venezia (1509).


Il re Luigi, in quale senza dubbio; dappoichè il regno di Melano in balia sua fu, che Cremona ricca e nobile città insieme con la Jeradadda sotto la Repubblica fosse, sofferire con riposato animo non poteva; nè perciò con che modi opprimere la Repubblica, essendo egli con Massimiliano in dissensione, nè con quali arti lui, nimico[3] suo per molte vecchie e nuove cagioni, amico fare si potesse, ogni cosa ruminando e pensando, ritrovava[4]. Finalmente l'imperatore Massimiliano, il re di Spagna Ferdinando[5], ed il papa Giulio II conchiusero con lui una lega in Cambrai città[6] nella Belgica di ultimi dì di ottobre. La condizione della lega oltra gli articoli capi[7] fu: che ciascuno ad un tempo rompesse guerra alla Repubblica: nella quale se i Viniziani superati fossero, le cose che eglino oltra i fini di Verona teneano, del re Luigi fossero[8]: Verona e tutto ciò che infino al mare si stende[9], di Massimiliano: le città della Flaminia, che allotta de' Viniziani erano, Giulio; e quelle della Puglia, Ferdinando ottenesse.

Bembo.

  1. qui ei rei student ut armam paratique sint...
  2. omnesque uno nomine milites pro ordinibus, oppure tumultuanti appellati.
  3. nec quibus illium artibus, multis internum veteribus recentibusque iniuriis, sibit amicum facere posset.
  4. omnia cogitans reperiebat.
  5. detto il Cattolico.
  6. apud Canteracem Belgarum oppidum,
  7. Fusteria lex præter cetera fuit
  8. Gallorum regi Aloiato cedereunt
  9. quoque an ea usque ad mare Adriaticum pertingunt,