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| 60 | narrazioni |
difenderemo: i quali egli vendicatori averà, o qui, o all'inferno, della lega nostra rotta per sua sceleraggine[1]. Datogli questa risposta, fu lasciato partire: e acciochè alcuno nol violasse, quella compagnia[2] del cammino, che egli venendo avea da' magistrati della Repubblica avuta, s'ordinò che 'l riducesse, e ne' fini del Re il ponesse.
Bembo.
54. I Veneziani sono vinti dai Francesi presso l'Adda (1509).
Casciano è terrette nella ripa del fiume Adda, in luogo alquanto levato[3]; e un ponte da passare il fiume ha dinanzi alla porta molto comodo. Oltre il fiume un luogo v'è, in forma quasi d'un mezzo cerchio, d'ogni grande oste capevole. Tutto questo luogo è dall'acqua del fiume cinto, alta sei piedi, larga d'intorno a venti[4]: la quale acqua dal di sopra del fiume derivando e partendosi, e nel fiume ritornando, tutto il detto luogo cinge e rafforza: è ancora piena d'alberi di maniera, che non agevolmente ciò che drento è, o si fa, si può vedere[5]. Il Re (Luigi XII) stato in Casciano due dì; nel quale tempo il Marchese di Mantova, chiamato da lui, era a lui venuto con cavalli cinquecento; molto tacitamente passò con la sua oste il fiume, e in quel luogo, del qual dicemmo, s'accampò: tra 'l quale e il nostro campo era un piano di tre miglia: nel qual piano da' cavalli dell'una oste e dell'altra battagliette[6] si facevano, nelle quali battagliette, per la velocità e gagliardezza degli Stratioti[7], più de' Francesi, che de' Viniziani s'uccidevano e si prendevano, o pure se ne tornavano risospinti. Ma perciocchè i Francesi con le artiglieri, nella rocca di Casciano poste, tutto quel piano per-