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| narrazioni | 79 |
nuti, avendo alquanta ora innanzi il vallo combattuto, rupper la munizione, e da tutte parti gli posero in foga: dei quali gli Stratioti seguendoli[1], molti ne uccisero, e cavalli novanta col suo (loro) Capo fer prigioni.
Bembo.
70. Il Papa Giulio II si riconcilia con la Repubblica di Venezia e leva l'interdetto.
Papa Giulio come vide che la Repubblica a tutte le sue richieste soddisfatto avea[2], lasciati venire gli ambasciatori di lei, che eran cinque (perciocchè il Pisano poco prima malatosi era morto) alla Messa[3], che in sua presenza si celebrava, e il piede a basciargli, con grande frequenza del popolo Romano, levò l'interdetto: e di ciò scrisse ai Re tutti. Le quali cose intesesi, ordinarono i Padri, che processione supplichevole si facesse[4], e a Dio grazie in tutte le chiese si rendesse. E pochi dì appresso ordinato, che M. Girolamo Donato appo Giulio in legazione rimanesse; gli altri ambasciatori ad Ancona per terra iti, il rimanente del cammino nelle galee, che i Padri a riportargli mandate v'aveano, fornito, alla loro casa si tornarono. E altrettanti pochi dì valicati[5], que' cittadini Viniziani, che, nel principio della guerra nella Flaminia, contra le fede data, presi e nel contado di Roma condotti in prigione ivi erano, dal Papa fur lasciati.
Bembo.
71. Provvedimenti del Senato per supplire alle strettezze dell'erario.
Alle quali cose e dispendii, acciocchè più agevole il trovar denari da' debitori del fisco fosse[6], ordinato avea il Senato, che chiunque di loro argento la-
- ↑ quos Epirotæ consectati plerusque... cum eorum præfecto...
- ↑ Iulius Pont. Max. ubi... postulatis satis esse factum a...
- ↑ ad sacra, quæ se presente... atque ad pedis osculum admissis... abrogavit, et de eo... literas dedit.
- ↑ supplicatio indicta, gratiaque superis, cunctis in templis, actæ.
- ↑ Paucisque post diebus...
- ↑ que facilior fisci debitoribus solutio... senatus iusserat...