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Le unità di Lecco furono delle prime ad organizzarsi per intraprendere l’azione della lotta partigiana contro i fascisti e i nazisti.
Fin dai primi giorni dopo l’8 settembre l’avv. Rilca [?] un vecchio socialista di rese promotore di una riunione che venne tenuta in casa sua ove venne costituito un comitato clandestino a carattere socialista.
L’avv. Rilca però fu contattato con alcuni ufficiali del 5° Alpini che vi erano trasferiti a Lecco al Rifugio B. dopo il loro sbandamento sullo sbalzo delle Camore [?] di A(?)zia [?].
Non pochi ufficiali fra i quali Nicolò [?] Zoppa [?] furono fra quelli che entrarono in Comitato. Agli Alpini per proteggere le armi si cercò di compiere quel tanto del possibile, ma…
A Sesto S. Giovanni quelle rimangono raccolte nel Deposito del distaccamento Alpini, che era ancora pieno in modo da che ufficiali riuscirono non solo ad anticipare gli interventi.
Si cercava di distribuire qualche arma nella popolazione e poter venire incontro al primo nucleo partigiano che doveva costituirsi al Piano d’Erna e nei campi circostanti e a stallare tutti i centri armati già visitati nelle alture di Val San Martino.
In una altra riunione che avvenne tempo in una dell’avv. Rilca vennero costituiti i primi C.R.N. nelle zone di Lecco: il dott. Bellina per il P.C., dott. Rotterini [?] per l’“Azione cattolica”, Ferrario per la D.C., Bellina e due ufficiali ed ex sottufficiali che furono per il Comando della Brigata.