Pagina:Riccardo Brogi, Il Palio di Siena, 1887.djvu/11

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AL LETTORE


Allorchè qualche anno fa vide la luce questa pubblicazioncelia, l’egregio editore e mio amico Cav. Gali la fece precedere da queste parole, che egli intìlolò Confessione dell’Uditore.

«Ecco come andò.

Il mio amico Brogi viene un giorno da me e dice: Hai un’oretta da bullar via? vorrei leggerti una mia pappolata sul Palio dì Siena. — Rimasi di sasso; diedi un’occhiata all’involto che teneva in mano, mi parve piccolo. — Meno peggio — dissi fra me — e mi rassegnai, visto anche che il poveretto aveva salito un centinaio di scalini.

Il Brogi lesse, e debbo confessare che non mi parve roba tanto cattiva, anzi più che il lavoro mi parve bella la trovata. Infatti scrittori valenti che hanno parlato del Palio, eh! ce ne sono molti, ma una monogralia che