Pagina:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu/115

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dotto reali 105



Similimente canoscensa move
lo cor dell’om, che spesso si disforma,
si come l’aire face quando piove,
che per contrario vento si riforma.
E venta puro e mostra cose nòve
in occhio d’om per parer non per forma.
A simil, parlo per intender prove
del meo defetto da ciò che più forma.
E ciò è mezzo di principio fine,
e di fine principio naturale,
ch’assai paleze mostra, in cui figura
qual d’esti dui più sente, e chi di fine
intenda, non che porti naturale,
per sé manda per compier la figura.

II

Allo stesso

Sulla questione: Se l'anima viene compita da Dio,
com'è che può fallire?

A piò voler mostrar che porti vero
non magistero — di ciò sta nascoso,
e di ciò spesso me medesmo chero
e si mi fero — ch’eo vivo doglioso.
Qual per natura pò sentire intero
ciò ch’è mistero, — di che non dire oso?
Per me comune piò che ’l lume cero
non mi dispero — e faccio risposo.
A intelletto volontà pertene,
perché convene — che l’alm’aggia vita
e sia finita, — ben discenda pura.
Che suo vazel tal natura — mantene,
qual li adivene — da quella ch’è unita,
ancor ch’aita — sia d’altra fattura.