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284 rivista di scienza


nulla di scientificamente vero che non sia fisica o chimica solo perchè esse si adornano di rappresentazioni dottrinali che meglio soddisfano ai bisogni un poco ingenui della nostra logica? Non fosse che come ipotesi di lavoro il concetto della finalità è altrettanto indispensabile al biologo che la teoria atomica al chimico, più ancora forse, perchè noi non sapremmo analizzare le funzioni di un organo, impostando razionalmente una serie di indagini sopra di esso, senza essere dominati dal pensiero dello scopo al quale quell’organo è adibito.

Verrà forse un giorno nel quale potremo soddisfare il nostro bisogno di tutto unificare; ben venga esso. Intanto ci si permetta di essere ossequienti ai fatti senza preconcetti dogmatici e di affermare perciò che negli organismi viventi, anche prescindendo dai processi psichici, noi dobbiamo riconoscere tendenze evidenti ad uno scopo prossimo o remoto, che saranno illusorie, ma che la materia inorganica non ci presenta.

Perchè la Fisica è scienza più antica, perchè essa tratta problemi più semplici e più costanti e quindi ha raggiunto un grande sviluppo, dovremo noi necessariamente ammettere che la Biologia abdica al suo carattere scientifico se non adatta tutti i fenomeni che cadono sotto il suo dominio, senza eccezione alcuna, alle rappresentazioni meccaniche della Fisica?

Per quali necessità logiche o tecniche dovremo piegarci a queste intolleranti pretese?

«Da un punto di vista più progredito, dice Federigo Enriques1, appare che la veduta unificatrice è costruita con criterii un po’ ristretti ed unilaterali, poichè si accoglie come perfetto e generale il tipo di una scienza più sviluppata ed a questa si pretende di subordinare troppo rigidamente ogni altra forma di sapere. Quindi la veduta della filosofia meccanica viene modificata dai progressi della Biologia, la quale reagendo a sua volta sulla Fisica, ci prepara a comprendere una unificazione superiore, cioè un tipo di scienza più perfetto e generale, che contenga le varie forme particolari separate dalle esigenze della Tecnica».

Esploriamo dunque gli esseri viventi senza preconcetti e senza restrizioni; essi potranno allora insegnarci molte cose

  1. Federigo Enriques - Problemi della Scienza. Bologna, 1906, pag. 578.