Pagina:Rivista di cavalleria (Volume I, 1898).djvu/159

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la preparazione della cavalleria moderna 159

Ora il comando presuppone la visione chiara e sintetica di un problema tattico o strategico da risolvere, la conoscenza piena dei mezzi da impiegare e delle difficoltà da superare, la facoltà di giudicare, decidere ed agire con rapidità fulminea, come rapida è l’azione dell’arma, rapido il mezzo di combattimento che ne caratterizza la natura: il cavallo.

La conoscenza che deriva da una profonda istruzione generale e tecnica è elemento essenziale nell’azione, ma oltre a questo c’è un elemento psicologico ed intellettivo che può perfezionare ma che non crea l’istruzione: elemento il cui grado dato il fine, il mezzo e la natura dell’arma, deve essere elevatissimo, assolutamente al disopra di un aurea media.

La ricerca e la valutazione di questa qualità essenziale di questo quid imponderabile, che distingue l’abile cavaliere da colui che ha l’attitudine al comando, con quali mezzi quali criteri e quali risultati è fatto nella cavalleria?

Dapertutto il sistema è fondato sull’anzianità del servizio col correttivo, in qualche paese, dei limiti di età e del giudizio delle commissioni speciali: teoricamente il sistema ha il difetto di essere troppo formale; l’anzianità di servizio per quanto infatti rappresenti la presunzione di una maggior somma di esperienza di nozioni acquisite, di conoscenza pratica e di maturità di giudizio, è la negazione nel tempo stesso di quella grande vigoria fisica e psichica, che è presupposto imprescindibile dell’attitudine al comando di un arma la cui caratteristica è l’impeto e la fulminea rapidità dell’azione; rimane il giudizio delle commissioni.

Qui il terreno diviene alquanto difficile, ma poichè la mia tesi è quella di un esame critico del sistema positivo vigente, mi proverò a tracciare quali dovrebbero essere le condizioni indispensabili, perchè le commissioni rispondessero agli obbiettivi che la legislazione affida loro, nella importantissima funzione della scelta dei comandanti dfll’arma di cavalleria.

Le commissioni dovrebbero avere sempre la conoscenza immediata del giudicabile, averlo visto nell’azione propria dell’arma in campagna, e questa conoscenza positiva di attitudine