Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/111

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94 federico kenner

in caso diverso non avrebbero potuto essere proibite e ritirate dalla circolazione, demonetizzate, e ridotte ad essere considerate come oro in verghe.

La questione adunque, se il medaglione d’oro fosse moneta o medaglia, non può avere una soluzione dubbia; il medaglione forma parte della moneta corrente ed è coniato a questo scopo.

La formazione dei multipli invece non è in rapporto col sistema. monetario e collo sviluppo di questo, ma bensì, come c’insegna l’esempio di Eliogabalo, dipende dall’arbitrio dell’imperatore, ed in altri casi dal bisogno e dalla opportunità dell’epoca in cui tali multipli furono coniati.

Lo sviluppo maggiore di questi multipli coincide coi regni di quegli imperatori che, o erano originari dell’Oriente e introdussero e fomentarono in Boma la cultura ed il lusso orientale, come Eliogabalo, e forse anche Caracalla e Severo Alessandro, oppure fecero ciò per motivi politici, come Gallieno, Diocleziano e Costantino il Grande. Se ne ha una conferma nei segni di zecca che si trovano sui medaglioni del IV secolo. Dei 69 pezzi, che sono descritti nella prima edizione del Cohen, cominciando col principio del regno di Diocleziano per giungere sino alla morte di Costanzo II, 51 sono usciti da zecche dell’Oriente, e soltanto 18 da zecche dell’Occidente. Se ne conchiude, e questa conclusione non è priva d’importanza pel presente studio, che il medaglione d’oro può essere considerato come un prodotto della cultura orientale.

Le rappresentazioni figurate che si veggono sui medaglioni d’oro, concernono quasi esclusivamente la persona dell’imperatore. Esse si riferiscono ai suoi Dei protettori, o contengono allusioni allegoriche a vittorie e conquiste, al valore dell’imperatore, alla concordia ed alla fedeltà dei soldati. Talora vi sono ricordate anche la Pace e la Libertà. Lo stesso si dica di alcune raffigurazioni quasi tipiche nella monetazione romana in certe occasioni, come per le nomine dei Cesari, gli approvvigionamenti di Roma, le elargizioni dell’imperatore al popolo. Talvolta, ma raramente, si trova anche l’allusione alla città di Roma ed alla venuta