Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/16

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studii economici sulle monete di milano 5

venne in credito questa leggenda, ne ricomparvero le marche imperatorie che 200 anni dopo con Carlo V. Nessuno dei nostri, che non impari forze in questi ultimi tempi avrebbero avuto, si mise all’impegno di scriverne di proposito, ond’è che l’argomento rimase oscuro, e la parola imperiale, aggiunta alla nostra moneta, non si sapeva cosa significasse. Io in brevi note la farò comprendere col definirla; e dico che moneta imperiale dalla fine del secolo XII, a Maria Teresa imperatrice del 1777, è sinonimo di moneta milanese. Li pagamenti fatti a Milano od in paesi soggetti a Milano, durante sì lunghe successioni d’età, parlano ognora di lire, di soldi, di danari imperiali; moneta adunque imperiale, altro non era né poteva essere che la moneta che si coniava nella nostra zecca, stata mai sempre in lavoro. Per poco che alla costante generale formola ed espressione, che dissi, si osserva adoperata nei contratti fra le due epoche accennate, avessero posto attenzione gli scrittori che mi hanno preceduto, non avrebbero potuto agevolmente discernere e scoprire la verità di cui andavano in traccia? Ma non curarono essi, infrangendo le leggi della crìtica, i documenti innumerevoli che somministra la storia, e che ne sono il fondamento unico; e ad opinioni invece nate in tempi oscuri corsero dietro ciecamente copiandosi gli uni cogli altri, collo stesso falso metodo che i legisti, per dirla di passaggio, adoperavano nell’interpretazione delle leggi, finché l’Alciato fra noi, ed il grande Cujacio in Francia e l’Einecio in Germania ed altri, non li posero nel giusto sentiero.

Si può domandare adesso, che io esibisca le prove di quanto ho asserito; ma se a ciò prestar qui mi volessi, ed a trascrivere, non dico, a citar solamente