Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/297

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276 federico kenner

la sola ed esclusiva forma di quei piccoli doni in danaro, non si può negare che esso vi fosse eminentemente adatto, come lo dimostra anche l’uso quasi esagerato che ne fecero gl’imperatori Commodo e Gallieno, per porre in una luce favorevole le loro pretese gesta. È notevole specialmente, sotto questo aspetto, il medaglione ornato coll’effigie del rispettivo Cesare e dell’Augusta; l’emissione di tali pezzi non può avere altro motivo fuorché quello di rendere noto a tutti, mediante un segno esterno visibilissimo, il conferimento del diritto sovrano a quei personaggi. Il gran numero dei sesterzii senza S • C e dei medaglioni di questa categoria, la costanza specialmente dei medaglioni col Cesare, come i medaglioni coi Vota e coll’Adventus del rispettivo Augusto, li caratterizzano come documenti del diritto sovrano assunto da questo, e della trasmissione di esso al figlio e alla consorte.

Non è ammissibile che una costumanza mantenutasi così a lungo e per motivi come questi, non abbia avuto alcune norme formatesi a poco a poco, le quali ne stabilissero le occasioni. E come certamente erano determinate le occasioni, così pure erano determinate le categorie di persone alle quali si doveva fare il donativo. E assurdo il supporre che si distribuissero ufficialmente medaglioni d’oro, d’argento o di bronzo, pesanti e leggieri, senza distinzione di persone, a questo e a quello; era piuttosto cosa naturale, invece, di dividere i destinatari in classi prestabilite, e cioè secondo la loro posizione ufficiale ed il grado che occupavano nella vita pubblica, rimanendo ben inteso riservato all’imperatore il potersi scostare da queste regole in casi eccezionali.

Vi è una particolarità importante del medaglione d’ogni metallo, della moneta imperiale di rame e della moneta pesante senatoriale, che presuppone una tale regola e rimarrebbe altrimenti inesplicabile: la grandissima varietà nelle gradazioni dei pesi, dal pezzo d’oro d’una libbra e di due libbre di Eliogabalo sino al dupondio ed all’asse del rame senatoriale ed imperiale.

In ispecie quando si hanno medaglioni dello stesso conio