Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/305

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284 federico kenner

Quest’origine ci dà la chiave del motivo per cui la moneta pesante di metallo nobile, a malgrado di varii tentativi, non potò prender piede nel I e II secolo, finchè si mantenne in fiore la cultura classica occidentale; era una forma straniera di moneta, che anche per la sua derivazione dalle corti reali dell’Oriente ricordava ai Greci ed ai Romani un regime ad essi antipatico qual era la monarchia, la tirannia, e perciò non potè attecchire in Roma sinché, fosse pure soltanto in apparenza, durò la Repubblica, e sinché ebbero la prevalenza le idee romane. Soltanto col sopravvento delle influenze orientali, che erano favorite da alcuni imperatori per la loro origine orientale o per le loro relazioni coll’Oriente, come pure anche per l’influenza del potente partito militare che spadroneggiava nei paesi del Basso Danubio, incominciò a prepararsi un ambiente più adatto per l’introduzione di quelle monete.

È quindi assai verosimile che i grandi pezzi d’oro e di argento del I e II secolo, quand’anche coniati in Roma, fossero destinati per l’Oriente. Quivi, almeno, durante il I e II secolo si continuarono a coniare pezzi d’argento d’una certa grandezza, come ad Efeso ed Antiochia; anche gli stessi medaglioni d’oro coniati da Severo Alessandro sembrano essere stati destinati per l’Oriente, col che coincide il luogo di ritrovamento di buon numero di essi (Tarso)1.

Quanto più nel corso del III secolo la cultura classica irradiante da Roma ebbe a perder terreno per la reazione delle Provincie e l’invasione delle religioni e dei costumi orientali, e quanto più, anche in conseguenza di ciò, si consolidò la monarchia, tanto più si fa strada il medaglione di metallo prezioso, sinché dopo uno stadio preparatorio sotto Gallieno, esso raggiunge sotto la Tetrarchia il suo maggiore sviluppo, col suo vero carattere originario di moneta regia, ed in tale qualità esso abbellisce la monarchia

  1. Ciò spiegherebbe anche la contraddizione fra l’esistenza di tali multipli da lai coniati ed il divieto ch’egli stesso aveva emanato contro i pesanti medaglioni d’oro del suo predecessore Eliogabalo.