Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/428

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gerolamo alberti maestro di zecca in ferrara, parma e milano 405

dire che manchase in cosa alcuna fusse di sua promissa, et maxime in questo che è di honore et utilità di V. Ex.tia supplicamo devotamente et cum omni debita reverencia ipsa vostra prelibata Ex.tia che attento dicto capitulo et la promessa de ipsa comunità, se digna et voglia stare contenta, che dicta cecha et sua vendita habia locho et sortischa effecto, dichiarando etiam per sue opportune littore che dicto conductore proceda a battere diete monete in forma et secundo gi è concesso et fariti a nuy gracia somma et singulare, et non potirà fir (essere) dicto che dicti capituli fiano rupti in alcuna sua parte, li quali non crediamo per modo veruno V. Ex.tia voglia infringere in alcuna soa substancia. Aricomandando sempre et cum omni reverentia debita questa nostra comunità ad ipsa V. Excellentia, la quale christo onipotente sempre conserva et acrescha in somma felicitate. Dat. Parme die xvj februarij Mcccclij.

Ejusdem ducalis Excellentie

fidelissimi servitores et subdicti
Anciani ComunitoHs vestre Parme1.

Che ne venne dappoi?... potè l’Alberti durare maestro della zecca di Parma?... 2 ecco quanto ci potranno dire altri colleghi, sulla scorta di documenti degli Archivj di quella città a noi rimasti ignoti.

Dal 1462 al 1477-78 non sappiamo altro, almeno per conto nostro, dell’Alberti3. Riappare in quest’ultimo tempo, come da una sua nuova supplica, già edita4, ma

  1. Arch. Milano. Cart. dipl. febbraio 1452.
  2. L’Affò non lo ricorda e cita per Parma soltanto il celebre medaglista Gian Francesco Enzola, che nel 1456 fornì al duca F. Sforza un bel medaglione pubblicato dal Muratori (in Argelati, tom. I, tav. XV, n. 53) e passato dopo la morte del duca al servizio di Costanzo Sforza.
  3. Tra i rogiti del notaio Gorvaso del Conte (Arch. notarile di Milano) troviamo i patti, 16 settembre 1473, fra Maestro Pietro de Scaravazzi e maestro Giovanni de’ Alberti, di Firenze, onde concedere al secondo di appoggiare travi, muri alla casa del primo. Dunque un mastro da muro quest’Alberti, e forse parente del Gerolamo nostro.
  4. In Rivista 1888 p. 83-84 (Gli zecchieri di Milano nell’anno 1479).