Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/268

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isabella sesso 253

rasse in sì fatto rovescio. M’è noto, invece, che Vincenzo Gonzati, un erudito e antiquario vicentino, morto a mezzo il secolo XIX, riputava lavoro di Felice e Pasquale una medaglia, veduta da lui, presso il Maggiore Tonelli, Comandante la Piazza di Vicenza. “Essa, scriveva l’egregio uomo in una nota a un esemplare del Giardino di Cha Gualdo da lui trascritto, porta la testa d’Isabella con le parole: ISABELLA • SESSA • MICHAEL • VENETA • Il rovescio ha una figura di donna pettinata con lungo ciuffo legato davanti; nella mano destra ha tre chiodi, nella sinistra due delfini: è seduta a pie d’un tronco secco: ha di dietro un elmo e davanti sotto un piede una testa da morto con la leggenda greca: ΕΚ ΠΑΛΑΙΜΟΙ • ΜΗΝΙΖΟΜΕΝΗ.”1.

Ora è a sapere che l’esemplare della medaglia, veduta dal Gonzati, è l’uno de’ due, posseduti dal Museo di Vicenza. Lo prova una nota autografa del Gonzati medesimo, annessa alla medaglia, “coniata, v’è detto, non so se da Felice, o da Pasquale Vicentini, discepoli di Camillo Mariani”2. Ma la descrizione, onde si correda la copia, da lui trascritta, del Giardino di Cha Gualdo non è esatta del tutto. Il bravo erudito scambia in essa il freno in due delfini, e non rileva il monogramma del Pomedello, che si presenta evidentissimo nell’esergo. Appare specialmente da quest’ultima omissione che la molta erudizione delle cose vicentine non era

  1. G. Gualdo, Giardino di Chi Gualdo, trascritto dal Gonzati. Msc. nella Biblioteca Comunale di Vicenza.
  2. La nota è proceduta delle parole: «Isabella Michieli Sesso,» e seguita dalla data «1650» e dalla citazione: «V. Gualdo, Giardino, anno 1650».