Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/533

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514 nicolò papadopoli

e quindi, sulla media di g. v. 42 1/10, il fino del grosso rimane g. v. 40 62/100 di buon argento, che, diviso per 26, dà per ogni denaro o piccolo un peso d’argento puro di g. v. 1 56/100, che è approssimativamente la quantità di metallo che si è ritrovata nelle analisi da me istituite su tali monetine.

Altra moneta coniata per la prima volta da Enrico Dandolo è il Quartarolo o quarto di denaro, pezzo di rame con poco argento creato per servire alle minute contrattazioni. Cosi ne parla Andrea Dandolo nella sua cronaca dell’anno 12641, narrando la prima costruzione del ponte di Rialto in legno: “Civitas quoque Rivoaltina, quae mediatione Canalis tractenus divisa fuerat, nunc ex lignei Pontis constructione unita est, et appellatus est Pons ille de moneta, quia priusquam factus esset, transeuntes monetam unam vocatam quartarolum valoris qìmrtae Partis uniits Denari Veneti, nautis exsolvebant.”

Carli2, che riporta questo passo, incorse, traducendolo, in una di quelle sviste non impossibili anche ad un uomo dotto, e, prendendo il denaro per soldo, diede al quartarolo il valore di un quarto di soldo. Meno scusabile è invece che tutti gli altri, i quali trattarono, dopo di lui, del quartarolo, copiassero religiosamente l’errore senza accorgersi mai di una differenza tanto rilevante, che dà al quartarolo un valore di tre piccoli, cioè dodici volte maggiore del reale.


  1. Andrea Danduli Chronicon in Muratori, Rerum Ital. Script. Tomo XII, pag. 372.
  2. Carli Rubbi G. R., Delle monete e dell’istituzione delle zecche d’Italia. Aja (Mantova), 1754, Vol. I, pag. 401.