Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/584

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vite di illustri numismatici italiani 563

palazzo; e affinchè potesse attendere con maggior agio ai suoi studi, gli concede in aiuto l’abate Carlo Fea con titolo di sottobibliotecario. In questo frattempo, causa le soverchie fatiche dell’ordinamento del nuovo museo, il padre fu colto da malattia giudicata inguaribile. Allora, annuente il Papa, che aveva smesso il pensiero di fare di Ennio un prete e forse un cardinale, chiamò presso di sé il suo primogenito, valendosi del suo potente ingegno e della sua sconfinata erudizione a dare vita all’insigne raccolta. In collaborazione con Ennio potè fiaalmente nel 1782 dare alla luce il primo volume illustrativo del Museo Pio-Clementino, considerato quale opera classica ed unica nel suo genere. Gian Battista non sopra visse che due anni a tanta gloria; morto nel 1784, Ennio continuò da solo l’illustrazione del Museo, pubblicandone il secondo volume in quell’anno stesso, riscuotendo per so nuovi elogi, ed estendendo la sua fama oltre i confini della penisola. Il predominio così conquistato da Ennio in ogni ramo della scienza archeologica gli valse la nomina a Conservatore del Museo Capitolino. Sposata nel 1786 la sua diletta Angela Teresa Doria, tranquillo di mente e di cuore, consacrò intera la sua attività agli studi prediletti, producendo opere che segnano un’orma luminosa nell’ardua scienza dell’antichità, fra le quali principalissima la continuazione del Museo Pio-Clementino, pubblicandone ad intervalli gli altri volumi fino al settimo, composto a Parigi ed edito in Roma nel 1807.

Il Visconti non si lasciò mai sfuggire l’occasione di esaminare e di descrivere i monumenti d’ogni sorta che si venivano di continuo scoprendo. Nel 1786 colla sua profonda dottrina illustra il vetusto Monumento degli Scipioni pubblicato con aggiunte del Piranesi; nel 1787 i Monumenti scritti del Museo Jenkins; nel 1788 le Osservazioni su due mosaici antichi istoriati della Collezione del Cav. d’Azara; inserisce poco dopo nella Raccolta del Guattoni lettere e descrizioni sopra varie antichità, e nel Museum Worstlianum di Londra le Dissertazioni sopra un bassorilievo rappresentante Giove e Minerva che ricevono gli omaggi da una folla di Ateniesi; nel 1793 le Osservazioni sopra un antico