Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/348

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296 francesco gnecchi

bronzi e in molti marini antichi. Lo vediamo in atto di soffocare il Leone Nemeo, di vincere Anteo o di abbattere l’Idra delle sette teste; o ci viene presentato come il trionfante domatore dei Centauri, o come il vincitore di Caco, o quale uccisore del serpente nel giardino delle Esperidi; e troppo lungo sarebbe enumerare tutte le imprese e le fatiche della sua vita ricordate dalle medaglie, come assai lunga sarebbe la lista dei gloriosi epiteti di cui viene accompagnato sulle monete il nome d’ Ercole, a seconda dell’impresa cui si fa allusione, lista colla quale certo non può competere nessun Semidio della mitologia antica ; e forse non può vantarne una superiore neppure il Sommo Giove.

Ma in mezzo a tanta abbondanza e varietà di fatti, il soggiorno d’Ercole nella residenza di Onfale regina di Lidia è un episodio che, forse per essere uno dei meno gloriosi di quella vita agitata e avventurosa, non ci viene trasmesso da alcun monumento numismatico1 .

Ercole colla rôcca in atto di filar lana non poteva certo essere ricordato sui medaglioni o sulle monete di Adriano, di Commodo, di Postumo, di Massimiano Erculeo, né da alcun altro degli imperatori, che all’eroe dedicarono un culto tutto speciale, se ne fecero un glorioso modello e si gloriarono d’assomigliargli nelle attitudini e perfino nella fisionomia, e per rendere maggiore la somiglianza ne assunsero il nome, gli emblemi e l’abbigliamento.

Tale umile rappresentazione non era possibile che sotto il regno dell’imperatore filosofo!


  1. Appunto per esser nuova tale rappresentazione e poco noto l’episodio, non sarà inutile richiamare il brano della leggenda che vi si riferisce. Il fatto avviene dopo che Ercole aveva compiute le dodici famose fatiche. Eurito re d’Oscalia, eccellente arciero e già maestro d’Ercole