Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/490

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432 camillo brambilla

hanno lo stesso tipo, che sì va a descrivere, ma sono di modulo diverso, l’una essendo di millimetri 25, e l’altra di soli 22. Si indicano, d’argento, ma non si aggiunge parola sulla apparente finezza della lega, ed egualmente se ne lascia desiderare il peso.

Quelle due monete diverse nel modulo, ma perfettamente guali nel tipo, hanno dall’una parte una grande F nel campo fra due bisanti, ed in giro, fra due circoli lavorati + IMPerATOR col consueto segno di abbreviazione alla lettera P. Dall’altra parte, o rovescio hanno una croce a braccia allungate sino all’orlo del pezzo, con un bisante al secondo, e quarto angolo: in giro fra due circoli, CREMONA con un bisante dopo l’ultima lettera.

Il Periodico di Numismatica del marchese Strozzi nel suo Volume I, fascicolo II1 pubblicava una estesa memoria del dotto P. Tonini sulla zecca di Cremona, ed al primo posto giustamente presentava, togliendolo da esemplare del medagliere Gherardesca di Firenze, un pezzo conforme a quelli riportati dal Muratori, colla sola differenza di un minor modulo, perché di millimetri 20. Anche il Tonini non indicò la qualità dell’argento, né il peso del pezzo da esso lui pi-esentato, e che reputò essere un denaro imperiale.

Sta anche nella mia limitata collezione un esemplare della descritta moneta, che pel modulo si uniforma al pubblicato dal Tonini, ma a differenza di quello ha una punta rilevata nel campo del diritto sopra il bisante a sinistra della F ed altri due tratti uguali nel rovescio al primo, e terzo angolo della croce. Simili tratti troviamo in altre monete cremonesi più tardi battute, imperando Federico II, e sono

  1. Firenze, 1868.