Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/537

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i “carlini” e la medaglia trionfale, ecc. 479

aragonese1. La sua effigie ponevasi sugli stendardi2 ed i soldati correvano alla pugna invocandone il nome3.

È naturale quindi che Ferdinando fosse pure devotissimo al Santo protettore della milizia napoletana e di tale devozione non mancano prove. Sotto la protezione di quel Santo poneva egli l’ordine dell’Armellino da lui creato nel 14654. Il nome dell’Arcangelo era dato ad una delle navi da guerra di quel sovrano ed il Barone nelle sue interessanti spigolature nelle cedole di tesoreria dell’Archivio di Napoli, ebbe a registrare importanti donazioni al Santuario di Monte Gargano5.

L’effigie dell’Arcangelo è posta dunque sul

  1. Di questo è graziosissimo ricordo un disegno del rinomato medaglista veronese Vittore Pisano. Questo disegno, che conservasi nel Recueil Vallardi al Louvre (fol. 65, 4 d’ordine 2318), è il progetto di una medaglia che il Pisano doveva eseguire per Alfonso. Da una parte è lo stemma aragonese, dall’altra l’Arcangelo Michele che porge uno stendardo ad Alfonso che gli è dinnanzi ginocchioni ed in completa armatura.
  2. Si veda Minieri Riccio, Alcuni fatti di Alfonso, Arch. Storico Napoletano, anno 1881, pag. 29 e 422. Riporta l’ordinazione all’arazziere Antonello di Capua di ricamare (nel 1441) e ad Antonello di Perrino di dipingere (nel 1458) l’effigie del Santo sugli stendardi che dovevano servire per l’armata.
  3. Il Curita (Annali, Voi. IV, fol. 51 t.) narra che Alfonso fece edificare una «capilla en la boca del Pozo, poi donde salieron sus gentes quando se entro la ciudad (Napoli) con invocacion de S. Jorge y en la casa a donde estava el pozo, otra capilla a invocacion a S. Miguel.
  4. V. Fusco, I capitoli dell’ordine dell’Armellino, Capitulo Primo. «Consecramo et dedicamo questo Ordine et de tutti li confratri: et pò volemo che ciascuno anno el di de la festa de S. Michele, cioè xxviiii de septembro se habia ad celebrare per li cavalieri de ipso Ordine solennemente in questo modo, cioè da la prima vespere in la vigilia fine ad altre vespere integramente li decti cavalieri si abstengano da tutte et singule mundane opere et exercitii et cessino de ogne negocio seculare ne in lo dicto di attendano a feste, giochi, representatione, giostre o altro exercitio de arme ecc. » V. in proposito Leostello, 29 sett. 1485. (Filangeri, Op. Cit, Vol. I).
  5. Cosi nel 1474 faceva donare una mitra episcopale alla chiesa di S. Angelo di Puglia, adorna di 28 gioielli. Arch. Stor. Nap., 1881, Barone, pag. 401.