Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/74

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58 luigi a. milani

due divinità l’una all’altra identica e confondentisi con Venere Ciprigna ed Ericina, la Diva potens di Orazio, l’alma Venus di Vergilio e l’Aeneadum genetrix di Lucrezio1. Che la testa muliebre del semisse sia la Venere frigia, Vergiliana, identificata con la Sibilla Cumana (virgo), è dimostrato dal delfino, tipo del triente, dai grani di frumento del quadrante e dal nicchio marino del sestante, tutti propri suoi simboli, i quali troviamo sulle stesse monete di Cuma ed in quelle posteriori di Napoli, la nuova città dei Cumani.

Se potessero rimanere dei dubbi sulla mia identificazione della testa nuda del semisse con la Sibilla Cumana, direi dovessero completamente sparire dinanzi ai semissi di emissione straordinaria, Garrucci, tav. XLI, 2, XLII, 2 (= Marchi e Tessieri, incerte tav. II, 1), sfuggiti finora a qualunque classificazione ed interpretazione, e che pure esibiscono in modo ancora più determinato e sicuro: da una parte la testa della Sibilla Cumana (Cymaea Sibylla) avvolta nelle sacre vittae fatidiche e sacerdotali (Sacerdos cfr. Vesta-Vestales)2; dall’altra un chicco di grano (semen) chiuso nell’involucro (vagina, Cic. Senect. 15), simbolo

  1. Vedansi, per quanto inesatti, i tipi delle monete di Cuma in Carelli, tav. LXXI, e quelli meglio disegnati in Garrucci, tav. LXXXUI, 21, segg. e LXXXIV, particolarmente in confronto col tipo ricciuto del semisse (Garrucci, tav. XXXVII, 2).
  2. Le bende, solite a darsi a Saffo (cfr. i monumenti presso Jahn, Abhdl. sächs. Ces., VIII, tav. II-V, e quelli ultimamente pubblicati dal Comparetti, Museo Italiano II, p. 41 e seg.), ora si capisce come esprimano la esaltazione ed il furor fatidico di quella poetessa. Per le bende tanto caratteristiche della Sibilla, oltre le monete citate di Cuma, vedansi tutte quelle di Napoli con la Sibilla identificata a Parthenope (Carelli, tav. LXXII-LXXIX; Garrucci, tav. LXXXIV-LXXXV), e altresì le monete di Lilibeo (Sicilia) che pure esibiscono la Sibilla Cumana con testa ravvolta nella cuffia e polos sacerdotali (Head, p. 182). Ora io ravviso la Sibilla anche nelle monete di Hybla di Sicilia con l’iscr. ΥΒΛΑΣ ΜΕΓΑΛΑΣ, suonante come (Σ)ΥΒΛΑΣ ΜΕΓΑΛΑΣ: nel D. la stessa testa velata della Sibilla (dea magna) col polos sacerdotale come nelle monete di Hyria; nel B. Artemis-Hekate con il cane e la face (?) (non Dionysos), identificantesi con la Sibilla (Trivio).