Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/100

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96 vincenzo capobianchi

nel rapporto da 12 a 15 once1, mentre la proporzione ottenuta da noi coi documenti italiani fu invece di un terzo preciso, da 12 a 16 once.

Cessata nelle officine monetarie franche la coniatura del soldo d’oro per esser sostituita definitivamente da quella della moneta d’argento, principiata sotto gli ultimi merovingi, Pipino, nei nuovi capitolari delle sue leggi pubblicate nell’anno 755, ordinò, che da una libra d’argento non dovessero essere tagliati più di 22 soldi di moneta2, mentre 25 ne erano tagliati sotto i merovingi3, Per questa nuova divisione della libra che aumentava il valore del denaro d’argento, (perchè 264 e non più 300 denari venivano tagliati da una stessa libra) e per la cessazione del soldo d’oro ne derivò che per soddisfare i censi, i privilegi e le ammende penali, costituiti in soldi d’oro, se ne dovette dare l’equivalente nella nuova moneta d’argento, che fu stabilito allora in 40 denari per soldo.

Questo soldo, del valore di 40 denari, dovè principiare ad usarsi immantinente colla nuova legge di Pipino, ebbe un periodo determinato e formò la nuova tassazione della legge salica4. Sull’epoca della cessazione di questo soldo

  1. B. Guérard, Op. cit.,p. 422. «la livre de Charlemagne était de 240 fois 32 grains ou de 7680 grains. Observons que ce poids de 7080 grains assigne par nous à la livre nouvelle, est juste le poids de la livre ancienne renforcée d’un quart.»
  2. Balutius, Cap. Pippini regis ann. 777. I, p. 167. — D. Bouquet, T. V, p. G41.
  3. B. Guérard, Op. cit., p. 420. «Sous les rois de la première race, la taille fût de 23 sols dans la livre d’argent .... trecenti tamen nummi antiquam viginti et quinque solidorum efficiunt libram
  4. Balutius, Cap. leg. salic. ann. 778, T. II, Cap. V. «Si quis porcellum furaverit qui sine matre vivere potest quadragiiita denariis qui faciunt solidum unum cupabilis judicetur.»