Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/108

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104 vincenzo capobianchi

la libra romana rimase costantemente in uso, sopravvivendo ad entrambe quelle riforme. Il concetto di Pipino, colla nuova divisione della libra merovingia in 22 soldi, fu di restituire la libra romana più utile a quei popoli: il concetto di Carlo Magno fu invece di avere un nuovo peso, che fosse proprio, ed una nuova moneta.

La divisione in 240 parti della libra romana d’argento della quale si è creduto Carlo Magno l’inventore, e che noi abbiamo ritrovato spettare a Pipino, non fu una novità essendo l’antica divisione di quella libra. Un decreto di Giustiniano I imperatore ci fa conoscere che cinque soldi d’oro formavano il cambio di una libra d’argento1; il soldo d’oro valeva 24 silique argentee o 48 mezze silique, 5 × 48, sommano 240; sei soldi erano tagliati da un’oncia e 72 da una libra romana d’oro2. Il soldo d’oro italico o gallico, nell’VIII secolo, era inferiore al soldo d’oro imperiale e sei ne occorrevano, come vedemmo, ad equivalere una libra romana d’argento, cosichè valeva precisamente 40 mezze silique del soldo imperiale, che erano i 40 denari che per la nuova divisione data da Pipino nell’anno 755 alla libra d’argento formarono il nuovo prezzo di quel soldo d’oro; sette tagliavansi da un’oncia3 ed 84 da una libra romana d’oro.

Queste osservazioni debbono ben convincerci sull’importanza delle valutazioni del soldo d’oro nei tre periodi per determinare le proporzioni del peso delle tre libre. Il valore del soldo d’oro, essendo invariabile, doveva per conseguenza variare il numero dei denari che ne costi-

  1. Leg. X, 78, «Jubeamus ut pro argenti summa, quam quis thesauris fuerat illaturus, inferendi auri accipiat facultatem, ita ut pro singulis libris argenti quinos solidos accipiat
  2. Cod. Teod. Lib. VII, tit. XXIV. Lib. I de oblat. vot. «quotiescumque certa summa solidorum pro tituli quantitate debetur, et auri massa trasmittitur in septuaginta duos solidos libra feratur accepto.»
  3. Diego, De Comitibus Barcinon. Lib. II, cap. 53. Ivi si riferisce che 7000 mancusi costituivano il peso di 1000 once d’oro, per cui 84 formavano una libra. V. Du Cange sotto la voce Mancusus.