Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/165

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notizie varie 159

questa moneta d’oro, ne venne fuori un’altra simile in argento. Confrontate le due monete, le trovammo perfettamente identiche, tanto che indubitabilmente esse provengono dal medesimo conio.

Questo caso aumenta a più doppi il sospetto, dato che un intelligente possa ancora dubitare della falsità di quelle due monete. Sarebbe infatti un caso molto strano trovare un tipo di zecchino di quell’epoca riprodotto esattamente in argento, e più strano ancora il trovare due monete di conio affatto identico. Il fatto si spiega subito. I bricconi, dopo aver dato al nostro amatore la moneta in oro, non potendo più dargliene una seconda, per non suscitare i suoi sospetti, pensarono di creare un’altra moneta, e gliene diedero una in argento. Se l’amatore avesse mostrato il desiderio di avere lo stesso tipo in rame, in pochi giorni sarebbe stato servito.

Pur troppo dunque i nostri falsari non accennano a volerla finire con questo loro vergognoso mestiere. Fortunatamente la loro abilità è molto limitata, e i prodotti della loro industria non possono ingannare che gli amatori novizi! e inesperti. Noi ci rivolgiamo quindi a questi ultimi, permettendoci di dar loro un consiglio. Quando viene loro recata qualche moneta di grande rarità, non si fidino del loro occhio; ma prima di sborsare una somma di qualche importanza, facciano vedere la moneta a qualche vecchio amatore, o a qualche intelligente numismatico. In tal modo si risparmieranno spesso una inutile delusione.

La Direzione.


Ai raccoglitori di monete romane. — Il sottoscritto interessa la compiacenza dei raccoglitori di Monete Romane a volergli trasmettere la descrizione e i pesi dei bronzi imperiali eccedenti il poso normale, ossia la descrizione (o il semplice riferimento al Numero del Cohen) e il peso dei Gran Bronzi battuti su disco da medaglione, e dei Medii Bronzi battuti su disco di Gran Bronzo. — Accetterà volentieri anche lo proposto di tali pezzi da chi desiderasse venderli.

Francesco Gnecchi
Via Filodrammatici, 10. Milano.