Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/252

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di occuparsi de’ pubblici Istituti letterari e scientifici, e del loro miglioramento, trovò opportuno di riunire il Museo egiziano a quello delle antichità greco-romane della E. Università, e pose il S. Quintino in istato di riposo. Allora questi, trovatosi libero di sé, e preceduto da bella fama, diede più largo sfogo alla sua antica passione pei viaggi, senza tralasciare tuttavia di dare alla luce altri saggi pregiati della sua vasta e multiforme erudizione. Una scoperta d’antichi oggetti fatta in Torino negli anni 1830, 31 e 32 gli diede occasione di scrivere l’opuscolo: Ricerche intorno ad alcune cose antiche disotterrate in Torino. L’altra scoperta d’un tesoro di monete longobarde d’oro e d’argento lo richiamò potentemente all’antico genio per lo studio delle monete antiche e segnatamente delle medioevali, e gli diede occasione di leggere all’Accademia Pontaniana di Napoli (1834) un discorso: Sulla moneta dei Longobardi in Italia nei secoli VI, VII ed VIII. L’anno seguente (1835) all’Accademia di Lucca, indotto in errore da una medaglia, che volle illustrare, lesse all’Accademia Lucchese una dissertazione: Delle medaglie di Giunia Donata, moglie di M. Cassianio Postumo tiranno e signore delle Gallie: ma presto riconobbe l’abbaglio di cui fu causa un cattivo esemplare d’una medaglia di Giulia Domna, e lo confessò francamente. Ma nel 1836, quasi avesse voluto prendere la rivincita di quell’involontario errore, diede alle stampe in Lucca l’eruditissima dissertazione: Della istituzione delle zecche dei marchesi di Saluzzo.

L’anno dopo (1837) intraprese un viaggio a Marsiglia per iscoprire in quegli archivi, documenti e memorie relative ad alcune zecche rarissime del Piemonte, e il frutto delle sue ricerche stampò in quell’anno stesso nel giornale di Torino, il Subalpino: Notizie sopra alcune monete battute in Piemonte dai Conti di Provenza coll’indicazione di una serie di documenti dei secoli XIII e XIV attenenti ai domini degli stessi Conti in quella contrada. A queste notizie tennero dietro nel 1838 i Cenni intorno al commercio de’ Lucchesi co’ Genovesi nel XII e XIII secolo. Ma non è da credere che solo l’erudizione antica e la numismatica assorbissero fin qui tutta l’attività del S. Quintino; egli fra questi gravi argomenti