Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/29

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22 solone ambrosoli

ausiliaria o ramo dell’Archeologia, come è stato fatto talvolta, benché raramente, da qualche cattedra universitaria, e in questa stessa Accademia, con tanta dottrina, per opera di un chiaro scienziato di cui tuttora si lamenta la perdita; mentre, ripeto, non è già ch’io presuma di poter assurgere a tale altezza nel mio insegnamento, d’altra parte mi accingo ad un’impresa di cui non mi conforta esempio né fra noi né, ch’io mi sappia, fra gli stranieri, talché mi assale alcuna volta il dubbio tormentoso ch’io persegua un vano sogno della fantasia.

Vorrei, — ed è qui appunto ch’io tremo di essere giudicato personale ed immodesto, quando invece non combatto che per un’idea, — vorrei che la Numismatica, in luogo di essere ancella, vivesse di vita propria, vorrei renderla indipendente, vorrei conquistare per questa Cenerentola il posto da eguale che, secondo me, le compete di pien diritto al banchetto delle scienze.

Difficile impresa, a dir vero, quando è innegabile che la Numismatica, — benché, sotto la forma estrinseca della passione di raccogliere, di formare collezioni, e quasi sempre soltanto per diletto, sia coltivata dappertutto e da un numero straordinario di persone d’ogni età, d’ogni ceto, d’ogni cultura, — nel suo complesso e nella vera sua essenza scientifica é quasi sconosciuta, o peggio ancora misconosciuta, al punto da riuscire ai più, per dirla col poeta delle Ricordanze, un

" nome strano, e spesso
" Argomento di riso e di trastullo, „


quasiché non potesse trattarsi che di un insulso perditempo.

Difficile impresa anche, quando si ponga mente alla circostanza che il dominio della Numismatica