Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/41

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
34 solone ambrosoli

il tronco su cui può sempre innestarsi e prosperare la scienza; e la mia convinzione è suffragata da numerosissimi esempi.

Tanto più che nella Numismatica, per la natura affatto particolare dei monumenti, agevoli da raccogliere e da conservare, e quasi sempre ottenibili col solo sagrificio pecuniario, si può osservare questo fenomeno, che nello studioso si confonde quasi costantemente il raccoglitore; forse anche perchè la mancanza di qualsiasi insegnamento costringe ciascuno a ricorrere al metodo autodidattico del raccogliere i monumenti stessi che formano soggetto de’ suoi studi.

È quindi assai difficile a noi, per non dire impossibile, il tracciare una linea netta di confine fra la dottrina e il dilettantismo; poiché spesso lo scienziato, l’autore di scritti profondi intorno a qualche punto particolare della Numismatica, nella vita pratica è un appassionato raccoglitore, che, come tale, se non può disporre di mezzi ingenti, suole professarsi egli stesso per semplice dilettante.

D’altronde, senza i dilettanti, o meglio, nel caso nostro, senza i raccoglitori, la Numismatica intristirebbe e si disseccherebbe in breve, come una pianta priva d’alimento. Dirò anzi che la Numismatica, quale scienza, si nutre appunto in gran parte col contributo che le arrecano i mille e mille dilettanti; e spesso un modesto raccoglitore, col sottrarre alla distruzione un monumento, col concederne liberalmente la pubblicazione ad uno scienziato, si rende benemerito degli studi altrettanto e forse più di un erudito ma sterile indagatore. Taccio delle grandi collezioni private, che assurgono talvolta alla dignità di veri Musei, e come tali apprestano non di rado la materia alle elucubrazioni della stessa scienza ufficiale.

Tutti insomma, e studiosi e raccoglitori, possono contribuire all’incremento della Numismatica, di questa