Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/434

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vite di illustri numismatici italiani 385

lontario esilio. L’abdicazione di Carlo Alberto elevò al trono il maggiore dei suoi figli, Vittorio Emanuele. Carlo Alberto dopo diciott’anni di un regno agitato, si ritirò nella solitudine di Oporto; mutò cielo, non affetti; ed anche là non si dimenticò degli amici e dei fedeli, e, prima di morire, 28 luglio 1849, rivolse uno scritto affettuoso al suo Domenico Promis che era stato per tanto tempo il depositario dei suoi più intimi pensieri.

Vittorio Emanuele, il giovine Re, raccolse la bandiera nazionale, conservò inalterate le concessioni liberali, ed a Torino si mantenne sempre più acceso e vivido il focolare della libertà.

Alla partenza di Carlo Alberto, il Promis, addolorato e stanco delle lotte politiche si chiuse nella Biblioteca Reale allo splendore della quale aveva tanto contribuito, si consacrò ai suoi studi prediletti e continuò la serie di quelle sue pubblicazioni numismatiche, che dovevano portare tanto in alto il suo nome e diffondere la sua fama d’archeologo insigne e di scienziato per tutta Italia e presso le più colte nazioni del mondo civile.

Domenico Promis ebbe onori non cercati in Italia e fuori, e gli Istituti scientifici nazionali ed esteri fecero a gara ad inscriverlo come loro membro o corrispondente; Vittorio Emanuele lo innalzò al grado di Commendatore dell’Ordine Mauriziano, e lo fregiò pure della Commenda della Croce d’Italia.

A sessantasei anni, sul finire del 1870, colto da febbri gravissime non potè più riaversi; le forze gli andarono scemando indefinitamente, quando, ad aggravare il suo stato s’aggiunse la perdita del fratello nel 1873, e del suo figlio secondogenito morto nell’ottobre dello stesso anno. Da quel momento si trascinava alla Biblioteca Reale accompagnato dal figlio Vincenzo, finché il 6 febbraio 1874 cedette al fato comune in mezzo al pianto sincero dei parenti e degli amici.

Il 7 marzo ebbe solenni funerali nella chiesa di S. Francesco di Paola, con grande concorso di parenti, di amici e dei dotti rappresentanti di tutti gli Istituti letterari e scientifici di Torino.