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monete italiane inedite della raccolta papadopoli 421
Rivista italiana di numismatica 1893 (page 488 crop).jpg


7. Mistura (peso grammi 0,42).

D/ — Chiavi decussate e tiara, attorno: • CIVITAS • FANI •
R/ — Santo vescovo seduto di fronte: S • PATER NIANVS1.

Hanno importanza i primi due (n. 4 e 5), i quali non sono che varietà del piccolo pubblicato da C. Brambilla, perchè provano che la coniazione di tale moneta non fu abusiva, ma continuata e regolare. Maggiore assai è l’importanza degli altri (n. 6 e 7) non ancora osservati e studiati, perchè recano le chiavi e la tiara, mentre i primi non hanno alcun segno della dominazione papale succeduta a quella dei Malatesta. Non avendo alcuna memoria di una completa indipendenza, si può ragionevolmente supporre che nei primi tempi dopo la capitolazione dei Fanesi col cardinale Fortiguerra, il governo della città sia stato lasciato agli uomini del paese, dai quali il nuovo potere nulla aveva da temere. Ma la completa assenza delle insegne sovrane, che dava alle monete un aspetto di assoluta autonomia, non poteva essere gradita al rappresentante del pontefice, il quale avrà provveduto a rimediare a tale mancanza. Infatti le chiavi e la tiara sono collocate sullo stemma cittadino in un picciolo che somiglia interamente a quelli coniati nei primi giorni, e nell’altro evidentemente posteriore è tolto anche lo stemma e conservata soltanto l’iscrizione CIVITAS FANI.

A me sembra però che queste monetine, abbiano o no le chiavi papali, sieno tutte fabbricate in un’epoca

  1. Era nella vendita Borghesi, n. 466.