Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/493

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426 nicolò papadopoli

stata coniata nella rocca di Pesaro da Galeazzo Sforza, figlio naturale di Costanzo I e tutore di Costanzo II, il quale dopo la morte del pupillo fu acclamato Signore di Pesaro e si mantenne qualche mese in quel fortilizio, non ottenendo però l’investitura dal pontefice. Lo Zanetti1 invece attribuisce questi piccioli ai tempi in cui regnarono assieme Camilla d’Aragona ed il giovane Giovanni Sforza (1483-89), prima del decreto che ordinava la battitura dei denari piccioli in rame puro. A me sembra che l’opinione dello Zanetti sia confermata dal nuovo denaro inedito che ho riportato al n. 2, il quale è evidentemente più antico di quelli colla testa del Santo e mostra essersi usate, in varie epoche, le monete anonime col titolo Dominus Pisauri, senza che vi sia bisogno di vedere in ciò l’indizio di avvenimenti straordinari.

Possedo di Guidobaldo II Della Rovere (1538-74) due pezzi da quattro bolognini; il primo finamente inciso con S. Girolamo, differisce da quello pubblicato dallo Zanetti 2, per avere lo stemma di Montefeltro tra le zampe dell’aquila.

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7. Argento (peso grammi 1,65).

D/ — Aquila coronata collo stemma di Montefeltro tra le zampe: GVI • VBALDVS II VRBINI - DVX • IIII
R/ — S. Gerolamo nel deserto con leone e cappello cardinallzio ai piedi: S • HIERONIMV.... INTERCES ....3.
  1. Zanetti G. A., Op. cit., tomo III, pag. 448-449.
  2. Zanetti, Op. cit., tomo III, pag. 457, tav. XXII, n. 27.
  3. Vendita Rossi, n. 4933.