Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/500

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di una contraffazione, ecc. 433

quale si potrebbe assegnarla a cagione dello stemma sarebbe Maccagno, ma che la leggenda non contiene in nessun modo un’allusione al nome od ai titoli di Giacomo Mandelli..

L’opinione che questo tallero sia stato coniato dal duca Augusto juniore, di Brunsvick-Luneburgo, risale a Madai. Egli descrive infatti nel suo Vollstandiges Thalercabinet, due monete di questo genere collocandole fra i talleri sconosciuti.

1. – N. 2383.

D/ – MON • NO • ARG • A • U • P • D • G • G • D • B • E • L • D • I • FL • S • D • G • Stemma con tre leoni, e con elmo coronato.
R/ – FERDINANDVS • II • D • G • R • IM • S • AU • IU • FL • L’aquila bicipite imperiale.

Madai riporta questa moneta dalle Hamburgische Remarques (annata 1707, pag. 401), ma dichiara tuttavia di non essere d’accordo con quel periodico neir interpretazione della leggenda, poiché questa non corrispondeva a quella dell’esemplare che egli aveva sott’occhio. La spiegazione che proponevano le Hamb. Remarques era MONeta NOva ARGentea Augusti Per Dei Gratuitum Gratiam Ducis Brunsvicensis Et Luneburgensis Duorum FLorenorum Soli Deo Gloria. Ognun vede senz’altro, quanto fosse stiracchiata et insostenibile.

Il secondo tallero è descritto come segue:

2. - N. 5235.

D/ – MON • NOU • ARG • A • U • P • D • G • D • B • E • L • D • F • SO • D • G • Uno stemma con un leone stante, e con un elmo coronato.
R/ — Leggenda come al N. 2383. U aquila imperiale coronata, col globo sul petto.