Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/517

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450 emilio motta
pagare quatro tante, de la quale pena ne pervenga la terza parte in lo accusatore et le altre due parte in la camera ducalle. Et intendase esser caduto in dieta pena ciascaduno che spendarà fiorini di camera et altri ducati et scuti che calleno più di grani tri, et che spenda né receva fiorini de Reno che calleno più de grani cinque, salvo che per bolzonalia dal justo peso.
«Et simile pena sia etiam a chi receverà fiorini, ducati, scuti et fiorini de reno altramente che sia concesso, excepto se tale recipiente lo notificasse al officio infra duy di da poi li haverà ricevuti, in lo quale caso esso recipiente non caderàin pena alcuna.
«Et sia prohibito a ciascaduno utsupra expendere né recevere le monete infrascripte per precio alcuno, salvo che per bolzonalia, soto la pena de perdere le monete, et ulterius de pagare quatro tante, de le quale monete et pene provenga la terza parte in lo accusatore et le altre due in la camera ducale. Quale monete prohibite sono come apresso:
«fiorini gateschi.
«Novini de loxana sive de sancta maria.
«dinari pizinini veneziani.
«dinari pizinini de Genova.
«dinari pizinini de Savoglia sive de laquila.
«Et ognia altro dinaro che se spenda per mancho de’ dinari sey che non sia del stampo ducale sive fabricato in zecha de questa inclita citade de Millano et de Pavia, similmente sintenda prohibito spendere, et soto le pene soprascripte, le quale pervengneno comò è dicto de sopra excepto quelli che sono concessi utsupra.
«De le quale monete prohibite omnino sia licito a ciaschaduno che le havesse descaregarse infra di octo cioè portarle fora del territorio ducale, ove li piacerà, ma per niente se possano expendere dentro lo soprascritto termino.
«Ma passato lo soprascritto termino ciascaduno che haverà tale monete, sia obligato consignare a la zecha ducale per bolzonalia, da la quale haverano la justa valuta, adjungendo a ciascaduno che se farà cercamento de dicte monete, et quale tute che serano trovate, serano applicate a la camera ducale et serà dato la terza parte alo inventore et accusatore».


202. — 1460, aprile 22, Milano. — Lettera di un anonimo al duca Francesco Sforza circa l’esportazione delle monete da Milano, documento comparativo, a proposito della