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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/179

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topografia e numismatica dell’antica imera 167

in rapporto colla guarigione[1]. In Imera dovette essere molto diffuso il gioco di essi, perchè una maniera di gettarli aveva preso nome da Stesicoro[2]. Fra la stipe delle acque apollinari furono rinvenuti vari astragali di bronzo[3]. Questo ritrovamento non è senza la sua importanza, perchè conferma la nostra ipotesi.

L’astragalo trovasi anche sopra le seguenti monete d’alleanza fra Imera e una città che il Garrucci chiamò Casarium, della quale s’ignora il sito.

e) - Arg., mill. 23.

D/ — Moneta ribattuta sopra un didr. di Crotone, del quale rimane nel rovescio la traccia del tripode e dell’epigrafe 𐌒PO. Il suo secondo tipo è l’astragalo, e intorno OIЯAZAK.
R/ — Tripode sul quale è stata impressa la figura di un

delfino: leggenda META.

Vienna, Santangelo (esempl. quasi identico); v. Garr. t. CXI, ti. 1, 2.


f) — Arg., mill. 12.

D/ — KA. Astragalo.
R/ — Delfino. Sotto FIM.
Luynes (Garr., id., n. 3).


g) ~ Arg., mill. 9.

D/ — Astragalo.
R/ – Delfino. Sotto K.
Luynes (Garr., id., n. 4.)

(Continua).


  1. ↑ Reinach, Traite d’Epigr. grecq., 76-77.
  2. ↑ Hersch und Gruber, Encycl. s. v. Astragaloi.
  3. ↑ Marchi, La stipe tributata alte divinità delle acque Apollinari, pag. 17.