Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/27

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topografia e numismatica dell'antica imera 23

Sicilia questo trapasso fu frequente più che negli altri paesi del mondo antico1; e dalle testimonianze degli scrittori si deduce che quasi sempre l’appellativo passò dal fiume alla città, e non viceversa. Ciò è naturale, perchè le acque correnti e in ispecial modo le fonti che misteriosamente emergono dal seno della terra, furono oggetto di osservazione pei popoli primitivi in età preistorica e ne eccitarono la fantasia, come esseri soprannaturali, e furono venerate con templi, culti, immagini, nomi. La etimologia di questi a noi non è dato ricercarla, ma l’osservazione mi ha fatto notare che più sono antichi questi nomi, e più facilmente si prestano ad una ricerca della loro derivazione. Alcuni trassero origine da qualità speciali delle acque, come l’Hebrus, l’Anabaenon2, altri dalla natura dei luoghi che attraversavano, come il Phasis, il Tigris3, l’Acragas4, o da altre circostanze che qui non possiamo ricordare per amor di brevità5. Vero è che di queste etimologie date dagli antichi è lecito dubitare; ma valgono almeno a farci congetturare che molti fiumi ripetono il loro nome da qualità proprie di ciascuno6.

  1. Per l’Italia abbiamo i seguenti esempi: Λᾶος;. Her., VI, 21; Diod., XIV, 101; Strab., VI, 253. — Ἀρίμινον. Strab., V, 210-240; Ptol., 3, 1, 22; St. B. — Πυξοῦς –. Strab., VI, 253; Plin., 3, 5, 10; Mel., 2, j. — Σῖρις. Archil., ap. Ath., 12, 523 d.; Et. M., s. v.; Strab., VI, 264; Plut., Pyrrh., 76; St., B.; Plin., 3, 11, 15; Flor., I, 18. — Σύβαρις. Strab., VI, 262, 263; VIII, 386; St. B.; Plin., 3, 11, 15; Thuc., VII, 35. — Θούριοι. E. Curtius, Über Quellen und Brenneninschtiften, p. 28. — Πισαῦρον. Plin., 3, 14, 19. Per la Sicilia: Ἔλορως; Pind., N., 9, 96; Her., VII, 154; Hesych; St. — Γέλα, Σελινοῦς, Ἐρύκη, Καμικός, Καμαρῖνα, v. St. B. s. v. Ἀκράγαντες.
    Per le altre parti del mondo, v. Plin., De Fluv.; Vib. Seq., De Flum.
  2. Plut., De Fluv.
  3. Ibid.
  4. Steph., Byz. s. v. Ἀκράγαντες.
  5. Come l’Arar e il Sagaris. Plut, De Fluv.
  6. Però non sempre l’appellativo originario restò inalterato; il più delle volte fu interamente mutato, ed è notevole che questo secondo