Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/69

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appunti di numismatica italiana 67

Per tal modo il Tizzoni nascondeva meglio la sua vergognosa speculazione, mandando a spendere lontano le sue monete falsificate, e sottraendole all’occhio vigile e rigoroso del Duca di Savoja, Carlo Emanuele I, il quale già in varie occasioni aveva pubblicato dei bandi per proibire tutte le falsificazioni che si producevano nel Monferrato, a Messerano, Desana, Coconato, Frinco, e in altre piccole zecche de’ suoi Stati.

Accennerò, per finire, che un altro principe italiano, contemporaneo a Delfino Tizzoni, forse dietro suo esempio, imitò il franco di Enrico III. — Giulio Cesare Gonzaga, conte di Pomponesco (1583-93) coniava in questa sua zecca l’identica moneta, mettendovi però il suo nome. Questa moneta fu pubblicata pel primo dal Dott. E. Demole, Conservatore del Gabinetto Num. di Ginevra, che ne tolse il disegno da un libro dove sono notati i saggi eseguiti nella zecca di Zurigo1. La moneta fu poi ripubblicata dal Conte Papadopoli nella Rivista Italiana di Num.2, che la riportò da un esemplare effettivo della sua Collezione.


  1. Demole E., Monnaies inedites d’Italie figurées dans le livre d’essai de la Monnaie de Zurich (Revue belge, 1883, pag. 417, tav. XI, n. 8).
  2. Papadopoli N., Monete italiane inedite della raccolta Papadopoli (Riv. It. di Num., 1893, pag. 319-321, fig).