Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/82

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
80 giorgio ciani

Seguono quindi quelli che il Kunz, ben a ragione, chiama i malagevoli denari dell’epoca degli Enrici, dei quali qui in seguito riporto una breve serie. Alcuni di questi provengono da un ripostiglio venuto in luce nel 1885 a Vadena, nella valle dell’Adige non lungi da Bolzano, il quale componevasi quasi esclusivamente di tali monete, che dicesi fossero in numero di quattro mila, e che a quanto credo, andò in parte disperso1.


CORRADO II.

(1026-1039).


2. — Arg. Peso mill. 450.

D — 9RA iMPERATOR - 9R in nesso. — In cerchio: Croce.
R — + VEAORN scritto da destra a sinistra. — In cerchio: Croce.
Museo di Trento. Tav. II, n. 2.


Questo denaro, mancante di un pezzetto presso all’orlo e alquanto consunto, dovea pesare in origine da 500 a 600 milligr.

I segni che precedono l’INPERATOR, potrebbero lasciare qualche dubbio sulla loro sicura interpretazione. Devo osservare però che la forma della R, quale si scorge in nesso coll’appendice dell’O, si incontra sovente sui denari veronesi di quell’epoca, come si vede chiaramente sui denari figurati ai nn. 8

  1. " A Vadena nell’autunno del 1885 un lavoratore scavando rinvenne presso un gran sasso un tesoretto composto di circa quattromila denari veronesi, e di due monete spettanti ad un vescovo anonimo della Baviera. Un secondo ripostiglio di 200 simili denari di Verona fu scoperto nel 1887 a Salorno „. Cosi cortesemente mi scrive da Rovereto il Sig. Quintilio Perini.