Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/353

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Questi due Cornabò anonimi da 5 grossi sono perfettamente uguali, tranne le iscrizioni, a quelli che portano i nomi di Lodovico II e Pietro Luca II, e si devono quindi ritenere contemporanei od almeno di un’epoca assai vicina. Io credo che i signori di Messerano e Crevacuore abbiano iniziata la loro fabbricazione con tali monete, che tacevano il nome dei feudatari, e mi sembra anzi di riconoscere in esse i pezzi da soldi otto delle tariffe parmigiane 14 agosto e 22 Ottobre 1519 citate da Zanetti1 e da Promis2, come lo scudo d’oro ivi nominato deve certamente essere quello esistente a Parigi nel Cabinet des médailles descritto da Morel-Fatio3, non restando in tal modo da ritrovare che il testone chiamato nella più antica tariffa grossone da soldi 17.


Niccolò Papadopoli anonima Fieschi Rivista italiana di numismatica 1896 (page 353 crop).jpg


3. — Mistura, peso grammi 2,97.

   D/ — Scudo col capo segnato con tratti che s’incrociano, sopra lo scudo aquila bicipite coronata colle ali. abbassate MONETA: FLISC: LAVA: CO: M: D fra due cerchi perlati.
   R/ — Croce filettata e bipartita accantonata da quattro fiori di Giglio che partono da un cerchio che racchiude il tutto: + SVB: TVVM Five-petal flower icon.white.svg PRESIDIVM: fra due cerchi perlati.
  1. Zanetti G. A., Nuova raccolta delle monete e zecche d’Italia, Bologna, 1775-89. Tomo V, pag. 121-125.
  2. Promis D., Monete delle zecche di Messerano e Crevacuore, Torino, 1859, pag. 18.
  3. Revue de la Numismatique Belge, serie V, tomo I. Bruxelles, 1869, pag. 257-258.