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| il denaro pavese ed il suo corso in italia | 33 |
stessa tariffa)[1] e dal ragguaglio fra la nuova moneta genovese e la vecchia moneta pavese del decreto sopracitato dell’anno 1149[2], sappiamo che nel 1164 tre denari nuovi pavesi equivalevano approssimativamente un denaro vecchio pavese (n. 3) di quei cessati in Genova all’anno 1102.
L’annalista Caffaro completava queste notizie determinando a due le specie dei nuovi denari) la prima dall’anno 1102 corse in Genova fino al 1115: la seconda di specie inferiore, da quest’anno al 1139, non per cessazione di battitura, ma perchè Genova principiò a battere moneta propria. Riduzioni posteriori della nuova moneta pavese non risultano da’ documenti.
Con questi dati l’ipotesi più probabile è che la prima diminuzione dalla vecchia alla nuova moneta sia avvenuta per metà, come nella moneta milanese e la seconda, per terza parte. A convalidare l’ipotesi della prima diminuzione per metà molto opportunamente serve l’espressione dei documenti astensi dal 1123 al 1134[3], di moneta mezzana pavese. Il Desimoni però opinò diversamente, dicendo che la voce mezzana non al taglio ma alla composizione della moneta si riferiva che era metà argento e metà rame al titolo cioè di per libbra[4], benchè si avesse la dimostrazione contraria nella stessa denominazione
- ↑ Hist. Patriae Monum. Liber Jurium Reip. Genuensis. Tomo I, col. 267, anno 1172.
- ↑ Loco citato, col. 142.
- ↑ Loco citato. Chartarum. Tomo I, col. 753, anno 1123, 23 di luglio, Asti “pro libras decem denariorum honorum papiensium medie monete„ — col. 754, anno 1123, 29 di agosto, Asti “pro libras triginta denariorum honorum papiensium medie monete„, — col. 770, anno 1134 in maggio, Asti “denar... libras quatuor denarii mediane monete papie„.
- ↑ Desimoni, Note sopracitate.