Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/237

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il museo bottacin 229

ottenuto facoltà di battere moneta, fecero lavorare in qualche zecca non propria alcune specie d’oro e d’argento quasi per mera ostentazione di tale diritto. Di questi principi serba il nostro museo un triplice ed un doppio ducato o filippo di Antonio Teodoro, un ducato di Antonio Gaetano ed il mezzo tallero di Antonio Tolomeo.


Maccagno.


Come fu di già avvertito in breve monografia inserita nella Rivista della Numismatica, possedeva il signor cavaliere Bottacin, ancor prima ch’egli avesse fatto dono delle sue collezioni, una imitazione dei batzen di Lucerna, eseguita in Maccagno dal conte Jacopo III Mandelli. Avendo dappoi potuto esaminare tale moneta, mi persuasi non essere già segno di zecchiere lo scudetto che vedesi sul suo rovescio, ma bensì un’arme partita, caricata nel primo punto dei tre leopardi dei Mandelli e monocrona nel secondo1.

Un quattrino aggiunto posteriormente mostra bene una testa simile a quella del signore di Maccagno e l’arme inquartata di due aquile e due leoni, ma le leggende mancanti non danno bastante certezza che gli appartenga.


Principato di Belgiojoso.


Antonio I Barbiano, creato principe dall’imperatore Giuseppe II, fece battere nell’anno 1769 uno zecchino ed un tallero che, come i pezzi del principe Antonio Tolomeo Trivulzio, sembrano usciti da qualche zecca straniera, la quale, potrebbe per avventura essere quella di Monaco di Baviera. Quantunque tali monete siano state coniate piii che altro per pompa di diritto, non posso convenire nell’opinione che non abbiano circolato perchè sono fatte alla stessa legge

  1. Alle monete del Mandelli descritte in quell’articolo deve aggiungersi altra imitazione di moneta maggiore, dicken, o testone, di Lucerna, ch’erami ignota allora, perchè soltanto in quel torno veniva pubblicata dall’illustre signor Morel-Fatio; ma a tale omissione suppliva poi il chiarissimo Olivieri nella Rivista stessa.