Pagina:Rivista italiana di numismatica 1898.djvu/180

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176 vincenzo dessì

fratelli Francesco ed Ercole Gnecchi1, e che lo Spano riportò interamente illustrando due monete della zecca di Bosa2.

Persuaso di far cosa utile a quanti si occupano di numismatica medioevale sarda, pubblico, oltre il suaccennato diploma, altri tre documenti inediti, importanti perchè trattano dei privilegi accordati e delle ordinazioni date da Alfonso V al maestro della zecca Silvestro Colomer, per la coniazione di monete nel regno di Sardegna.

Anzitutto in un atto che ha la data del 12 ottobre 1435 (documento n. 1), si legge il giuramento prestato dagh Ispettori della fabbrica delle monete in Alghero, per cui parrebbe che la zecca di Alghero funzionasse prima che venisse emanato il diploma 15 maggio 1443, ciò che non è, come si deprende dal contenuto dello stesso diploma.

Nella carta del 27 gennaio 1442 (documento n. 2), il Re Don Afonso prescrive che i reali da tre soldi, prima ordinati al taglio di settanta il marco, e alla legge di undici denari3, siano d’ora innanzi al taglio di settantaquattro il marco4 e alla legge di 10 denari, valendo ciascun reale tre soldi d'alfonsini minuti. Di più concede al maestro della zecca

  1. Francesco ed Ercole Gnecchi, Saggio di bibliografia numismatica delle zecche Italiane medioevali e moderne. Milano, 1889; in-4, pag. 420.
  2. Spano Giovanni, Sopra due monete sarde della zecca di Bosa. Periodico di Numismatica e sfragistica. Anno V, pag. 8.
  3. Baudi di Vesme, Historiae patriae monumenta, tomus XVII, Codex diplomaticus Ecclesiensis, pag. 544, Sec. XIV; 19 Febbrajo 1419; R. Archivio di Cagliari, Vol. c. 1, fol. 2. — .... Lo senyor Rey, per utilitat molt evident de la cosa publica del Regne de Serdenya e de son Real patrimoni; ordena, provehex e mana, que en lo dit Regne e Illa de Serdenya se bata moneda de argent, apellada alfonsini de argent, de ley de onze diners, e de talla de setanta peçes en lo march de Barchinona....
  4. Il marco usato nel Regno di Sardegna e principato di Catalogna era il marco di Barcellona, che pesava grammi 230.