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Pagina:Rizzi - Un grido, Milano, Brigola, 1878.pdf/31

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l’uomo a quello del maiale; qualche buon borghese, a cui codesto vil muscolo nocivo alla grand’arte pura, paresse tuttavia di qualche utilità negli usi e nelle battaglie della vita; qualche sonnambulo a cui paresse perfino che un po’ di cuore non fosse nocivo nemmeno al poeta; il quale (guarda se si può dare un idealista più cocciuto e nello stesso tempo più scipito di me!) dovrebbe essere il consolatore degli uomini; dovrebbe fare con la così detta nudità del Vero quel che fecero a un di presso con Noè i suoi due figliuoli più pietosi: gettarle sopra il mantello dell’Arte.

Due righe ancora, e ho finito. Tra le ragioni per le quali non mi sapevo indurre a pubblicare questi tre sonetti, c’era anche quella che la chiusa del terzo potesse a taluno parere un po’ cruda, e quasi irriverente alla solenne maestà della Morte. Ma i poveri morti sanno troppo bene che io li rispetto, e tutti; nè forse sarebbe male, nemmeno per loro e per la santità della loro memoria, che gli altri imparassero a rispettare egualmente i vivi!

E ora addio, e grazie. Che se a qualcuna