Pagina:Roma Antica 4.djvu/63

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DI OTTAVIO FALCONIERI 51

Imperatore, afferma, ch’egli non amava d’intitolare da se medesimo le fabbriche, rlie faceva, ed altrove così dice: Cum opera publica infinita fecisset, numquam ipse ni si in Trajani Patris tempio nomen inscripsit. Testimonio sì espresso, ed irrefragabile, che appresso di me non lascia alcun luogo di dubitare, come pur dianzi io diceva, che Adriano abbia fabbricato Terme chiamate col nome suo proprio, e pone in chiaro, che per Terme d’Adriano s’intendessero allora le ristaurate, o accresciute da lui, siccome essere o venuto di quelle di Tito ristaurate, ed adornate da Trajano, e delle altre di Nerone da Alessandro Severo, è opinione della maggior parte degli Antiquari. Il Marliano, ed il Nardino stimano, che Adriano ancora accrescesse, o ristaurasse quelle di Tito, persuasi a ciò dall’essersi trovate vicino a S. Martino de’ Monti in un luogo, che ai tempi di Fulvio si chiamava Adrianello, le due famose statue di Antinoo, che sono in Belvedere; ma io per non disprezzare affatto l’autorità di Vittore, e di Rufo, i quali non le pongono nella terza Regione, come le sopradette di Tito, ma nella nona, mi confermo sempre più in crederle le medesime con quelle di Agrippa da Adriano ristaurate, come si è detto.

Nè dovrà altresì dare occasione ad alcuno di dubitare il non avere Sparziano fatta menzione alcuna nel luogo sopra citato del rifacimento di questo Acquedotto: imperrocché nella ristaurazione, ch’egli dice essere stata fatta da Adriano de’ Bagni di Agrippa, si contiene anche quella dell’Acquedotto come membro di essi, il quale essendo di breve tratto per la vicinanza del Quirinale dell’acqua Vergine, e di poca considerazione in paragone della fabbrica sontuosa, ch’egli dovette fare nelle Terme, può essere stata passata in silenzio da quello Scrittorre, senza che ei meriti per ciò taccia di trascurato, mentre egli ci da a divedere altrove, che degli Acquedotti anche fatti interamente da lui in diversi luoghi non era da tenersi conto per essere eglino innumerabili: Aquarum etiam ductus insinitos hoc nomine nuncupavit. Terminavansi gli archi dell’acqua Vergine lungo la fronte del Septi, se si dee credere a Frontino, il quale nel primo del tratto degli Acquedot-