Pagina:Rosselli - Scritti politici e autobiografici, 1944.djvu/87

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monti, che riconosce la legittimità delle guerre di indipendenza e la necessità attuale della guerra civile nei paesi fascisti.

Analizziamo i quattro motivi.

Guerra fascista. Tra la dittatura fascista e il popolo italiano c’è stato permanente di guerra, o rapporto di soggezione. Il fascismo tratta gli italiani peggio di quel che gli austriaci trattassero i veneti o i lombardi. Gli italiani, anche se tesserati fascisti, non hanno nessun diritto, nessuna libertà, nessun autogoverno, eccezione fatta per un gruppo di capi politici e di grossi papaveri borghesi.

La vita del fascismo è di parassita: si svolge a prezzo di inaudite sofferenze e di umiliazioni del popolo, e sopratutto della classe lavoratrice.

Non esiste la benché minima speranza di trasformare gradualmente il fascismo da regime di eccezione a regime di collaborazione. Tredici anni di esperienza lo confermano. L’oppressione, anziché diminuire, aumenta.

Perciò la rottura è fatale. Qualunque avvenimento voluto o fortuito che indebolisca il fascismo, avvantaggia il popolo italiano. La guerra, per le sue probabili ripercussioni economiche e politiche e per la parte di imprevisto che comporta, può offrire possibilità eccezionali di colpirlo. Senza un attimo di esitazione bisogna profittarne; si deve avere la coerenza di desiderare la sconfitta del fascismo; si deve essere disfattisti integrali e pratici.


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