Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1859, V-VI.djvu/287

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278 VITA E MORTE DEL RE RICCARDO III

ATTO QUARTO


SCENA I

Dinanzi alla Torre.

Entrano da un lato la regina Elisabetta, la Duchessa di York^ ed U marchese di Dorset; daWàUro Anna duchessa di Glocester eonducenU Margherita Plantageneta, figlia del duca di Clarenza.


Duch. Chi incontriam noi qai? La mia nipote Piantagenet4i, condotta per mano dalla sua buona zia di Glocester? Per la mia ▼ital giurerei ch’ella va verso la Torre solo per amicizia; per lalutarn il giovine principe. — Figlia, ben trovata.

Ann. Iddio dia a voi entrambe tutte le felicità.

Elis. Ed anche a voi, buona sorella. Bove andate?

Ann. Alla Torre, e da quanto imagino pèl fine stesso che t9Ì qui conduce, per raJlegrarci cioè coi giovani principi.

Elis. Grazie, gentil sorella: entreremo insieme, ed ecco ap* punto il luogotenente, {{Ids|(entra Brakenbury) Signore, vogliate dirci in grazia come sta il principe e il mio giovinetto figlio di York?

Brak. Bene, signora; ma sia con vostra licenza, io non posso permettervi di vederli; il re me lo divieta.

Elis. n rei Chi è esso?

Brak. Intendo il lord Protettore.

Elis. Iddio Io preservi da questo titolo di rei Ea egli dunque innalzato una barriera fra la tenerezza de’ miei figli e me? Io sono loro madre, chi potrebbe impedirmi la via?

Duch. Sono madre del loro padre, e vo’ vederli Ann. Sono loro zia per legge, e loro madre per amore: conducetemi quindi dove essi sono: porterò io la colpa, e fin d’ora vi assolvo.

Brak. No, signora, no; non posso: snn stretto per giuramento, onde vogliate scusarmi.

(esce. Entra Stanley)


Stan. Signore, se vi incontro fra un’ora potrò salutar voi, duchessa di York, qual degna madre di due regine. — Venite, signora, {{Ids|(alia duchessa di Glocester) venite senza indugio a Westminster per vedervi coronare sposa e regina di Riccardo.

Elis. Oh! io vengo meno a questa mortai novella.