Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1859, V-VI.djvu/388

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ATTO QUINTO 379

perdita. La carità, la dolcezza, milord, si addice più a un ministro della Chiesa, che non l’ambizione. Cercate colla moderazione di far rientrare nell’ovile le pecore smarrite, e non ne cacciate alcuna. — Opprimete la mia pazienza con tutto il peso delle accuse che potrete inventare, e dubito tanto poco di potermi scolpare, quanto voi vi fate poco scrupolo in commettere ingiustizie. Potrei dire di più, ma il rispetto che porto al vostro stato mi fa essere prudente.

Gar. Milord, milord, voi siete un settario: quest’è la verità. La bella vernice di cui vi ammantate, non fa che mostrare a coloro che vi conoscono la debolezza de’ vostri argomenti e il vacuo de’ vostri discorsi.

Crom. Signore di Winchester, lasciate ch’io vi dica che vi date a divedere on po’ troppo violento: perocchè uomini del suo carattere e del suo grado, per quanto colpevoli siano, dovrebbero trovare rispetto e riguardi in contemplazione di ciò che sono stati. È una crudeltà opprimere un uomo già caduto.

Gar. Segretario, vi chiamo al vostro dovere. — Voi siete l’ultimo di tutta la Corte, che potesse tenere un tal linguaggio.

Crom. Perchè, milord?

Gar. Non so io che voi pure siete un autore di questa nuova setta? Da insensato vi comportaste.

Crom. Da insensato?

Gar. Ve lo ripeto.

Crom. Foste voi metà così onesto, e vedreste i voti degli uomini accompagnarvi anzichè i loro timori e le loro avversioni.

Gar. Mi ricorderò sì audace linguaggio.

Crom. Fatelo: ma rammentate ancora l’audacia della vostra vita.

Cran. Questo è troppo, tacete per pietà, signori.

Gar. Ho finito.

Crom. Io pure.

Gar. Quanto a voi, milord, è decretato, credo, da tutti, che siate tosto condotto prigioniero alla Torre per restarvi fino che ci siano chiariti gl’intendimenti del re. — Non siete tutti di questo avviso, signori?

Tutti. Sì, sì.

Cran. Non v’è dunque altra via per ottenere giustizia che esser condotto alla Torre, miei lórdi?

Gar. Qual’altra ne vorreste? Voi siete un sedizioso! Si facciano venire le guardie. (entra la guardia)

Cran. Per me? Debbo io dunque essere trascinato come un traditore?