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42 racconto sesto

RACCONTO VI.




NICCOLÒ TARTALEA
(tartaglia)


Esaminate un poco la bella conformazione del nostro corpo, e vedete quanti mezzi la natura ci ha dati per godere dei suoi doni e delle sue bellezze, e per essere utili a noi stessi ed agli altri. Voi sapete già quanti sono i nostri sensi, e vi è noto per esperienza il loro ufficio. Che infinito numero di cose possiamo conoscere con l’aiuto dei sensi! E la nostra memoria è capace di combinare insieme queste cognizioni, e di serbarle fino alla morte. Quindi abbiamo la voce per comunicarci le nostre idee, per moltiplicare il numero delle cognizioni, e per manifestare gli affetti del nostro cuore; e poi la facoltà di muoverci da un luogo all’altro, e l’attitudine delle mani ad ogni genere di lavori... Ma io non finirei più se volessi parlarvi della perfezione del corpo umano. Rifletteteci da voi, ringraziate di questi doni la Provvidenza, e rammentatevi del dovere che avete di farne buon uso.

Ma vi sono e vi furono molti infelici, i quali nacquero privi di qualche senso o di qualche organo,